
Albert Renger-Patzsch è stato un fotografo tedesco, il cui stile è stato associato alla corrente artistica chiamata Nuova oggettività.Studente di chimica ha abbracciato la fotografia lavorando per il Chicago Tribune e successivamente si è dato alla libera professione.
Dopo che nel 1925 pubblica il suo primo libro dal titolo Das Chorgestühl von Kappenberg ed aver esposto a Lubecca nel 1928 dà alle stampe un secondo volume, Die Welt ist schön (Il mondo è bello). Il volume è una raccolta di cento fotografie in cui le forme naturali, i soggetti industriali e gli oggetti vengono presentati con la chiarezza delle illustrazioni scientifiche.
Nel suo stile fortemente focalizzato e concreto, il suo lavoro esemplifica l’estetica della Nuova Oggettività che fiorì nelle arti in Germania durante la Repubblica di Weimar. Così come accadde con Edward Weston negli Stati Uniti, Renger-Patzsch credeva che il valore della fotografia fosse nella sua capacità di riprodurre la trama della realtà e di rappresentare l’essenza di un oggetto. Scrive infatti: “Il segreto di una buona fotografia – che, come un’opera d’arte, può avere qualità estetiche – è il suo realismo. Lasciamo dunque l’arte agli artisti e cerchiamo di creare fotografie che dureranno per le loro qualità fotografiche, con i mezzi propri della fotografia, senza prendere in prestito dall’arte”.
Eccezionalmente originale, Albert Renger-Patzsch si distingue per la sobrietà e il rigore a livello tecnico e formale con cui la macchina fotografica viene utilizzata per intensificare la nostra consapevolezza e percezione delle cose.
Renger-Patzsch combina le qualità descrittive e oggettive della fotografia attraverso le sue capacità estetiche. Il suo lavoro realizza una vera rottura con le pratiche fotografiche precedenti. Per questo artista era l’unico modo perché la fotografia potesse stabilire una propria identità, nettamente differenziata dall’eredità pittorialista e dallo sperimentalismo ibrido delle avanguardie del primo Novecento. Il suo lavoro riflette fedelmente le sue parole: “la vita moderna non è più pensabile senza la fotografia”.










